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In concomitanza con la cerimonia per la consegna dei premi Leonardo agli imprenditori, per l’esaltazione della qualità italiana, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, fa un appello affinché vengano promossi più fondi alle università italiane. Su una classifica annuale, stilata dal Times Higher Education sembra, infatti, che l’Italia sia collocata al 19esimo posto tra i trenta Paesi al mondo che hanno datomaggiori finanziamenti alle università e alla ricerca nel settore industriale.

In cima alla classifica c’è la Germania, con circa 200mila dollari per finanziatore, mentre in Italia siamo fermi a 34.700 €. Ma non c’è da stupirsi, dal momento che non è la prima volta che il Paese tedesco dimostra di essere un leader a livello mondiale. Lascia un po’ più perplessi scoprire che nazioni come Francia e Spagna si trovano in fondo alla classifica, mentre Finlandia e Regno Unito sono appena sotto l’Italia.

 

Di conseguenza, nonostante non possiamo considerarci i peggiori, l’Italia non può, neppure, vantarsi di aver ottenuto un grande successo. Per questo il presidente Mattarella ha deciso di mobilitarsi per rivendicare le possibilità che il nostro Paese può offrire.

 

Ora che la crisi economica sembra essersi stabilizzata – a dire del Presidente –, è importante utilizzare quegli investimenti di cui l’Italia dispone a favore della ricerca universitaria. In questo modo, potremmo dimostrare di essere all’altezza di altri Paesi europei, dove i finanziamenti, sia pubblici che privati, superano di gran lunga il numero di quelli italiani.

 

Tra i premiati dal Presidente, Ermenegildo Zegna, il vincitore del premio Leonardo, e Ahmad Pourfallah per il corrispettivo internazionale. Sono, poi, stati affidati un certo numero di Premi di Qualità a diverse imprese italiane.

 

Si spera che l’appello del Presidente possa essere ascoltato da chi di dovere, cosa che potrebbe diminuire la “fuga di cervelli” di cui il nostro paese è vittima, con i giovani che sono spesso costretti a lasciare il nostro paese per far fortuna all’estero.

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