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Il DDL Boschi ha ottenuto il via libera alle Riforme costituzionali con 361 voti a favore e solo sette contrari. Insomma, un, a dir poco, ottimo risultato per il partito e per il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, che ora è separata dal giudizio finale solo dai cittadini.

Il voto popolare della riforma attuata il 12 aprile dal Parlamento di Montecitorio si terrà a ottobre di quest’anno e i cittadini italiani potranno decidere se approvare o meno i cambiamenti messi in atto nel disegno di legge votando “sì” o “no”. Sia la Camera che il Senato hanno raggiunto il quorum necessario per poter chiedere la consultazione popolare.

 

Il DDL Boschi prevede un grande cambiamento nel sistema costituzionale, con una rivoluzione che, a detta di Renzi, dovrebbe semplificare il lavoro di tutti e portare solo vantaggi. Prima di tutto, va evidenziata la netta riduzione dei senatori che potranno essere eletti (tra l’altro durante le elezioni regionali e non più in quelle politiche), passato da 315 a 100.

 

Meno bocche da sfamare e un sistema più semplice, dove le leggi non dovranno più passare per il Senato per essere approvate, ma sarà quasi esclusivamente la Camera a dare il via libera.

 

Insomma, un grande risparmio di tempo e, oltre ad altri importanti cambiamenti, risalta quello riguardante il Titolo V. Secondo questo, fino all’approvazione del DDL Boschi, le regioni e lo Stato avranno dei ruoli ben distinti come è sempre stato, mentre, nel caso in cui la riforma passasse, quest’ultimo prenderebbe in mano le redini su varie questioni.

 

Intanto Renzi ha dichiarato che se i cittadini non voteranno a favore della riforma lascerà il Governo. Bluff o promessa?

 

Intanto c’è da dire che la politica ha fatto un grande passo in avanti verso il controllo dei suoi costi, una decisione che molti non si aspettavano.

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